IMPARARE A SCRIVERE E LEGGERE 

Essenziale per l’acquisizione di un metodo sicuro e preciso di scrittura è la routine: il bambino potrà concentrarsi solo su quanto di nuovo gli verrà presentato sentendosi capace e sicuro e “sgravato” dall’ansia che può scaturire dall’incognito della lezione. In un clima rassicurante il bambino potrà inoltre acquisire quanto presentato con maggiore autonomia.

 

Usiamo il metodo fono-sillabico: dopo aver presentato le vocali si introducono le consonanti e si presentano in contemporanea le sillabe. Nel contempo si propongono ai bambini esercizi di sintesi sillabica.


Partiamo dal fondamento pedagogico per cui il bambino, all’inizio del percorso scolare, utilizza un tipo di pensiero prevalentemente immaginativo anziché razionale astratto.

Pertanto alla scuola San Giuseppe impieghiamo alfabetieri che seguono le indicazioni del dott. Ciambrone in cui non c’è solo un nesso fonetico tra il segno grafico e la lettera corrispondente ma in cui l’oggetto della natura o costruito dall’uomo viene prima affiancato da una “sintesi grafica”, in cui il disegno viene essenzializzato, e poi dalla lettera.

 

Maria Montessori sosteneva che la scoperta della lettura e della scrittura avviene attraverso i sensi e che dunque il bambino sente il suono della lettera e ne riconosce la forma con il tatto e la vista. Ecco quindi che i bambini non solo scrivono sul foglio macostruiscono vocali, consonanti e sillabe scoprendo così che anche le lettere occupano uno spazio proprio che non è solo quello della pagina del quaderno.


Nella classe prima inizialmente si introduce lo stampato maiuscolo, la forma di scrittura percettivamente più semplice. Nel secondo quadrimestre, se secondo l’insegnante i bambini hanno ben acquisito la scrittura nello stampato maiuscolo ed una sicura e stabile rappresentazione mentale della forma di quella lettera, si passa all’insegnamento dello stampato minuscolo. Si danno indicazioni molto precise per la scrittura al fine di prevenire disgrafia, verbalizzando e mostrando al bambino con LIM ed esempi pratici e concreti il movimento che la mano deve compiere, la direzione da imprimere al gesto, le dimensioni delle lettere rispetto allo spazio del foglio. 

Il corsivo, per le difficoltà insite nel tratto grafico proprio di questa scrittura e poiché implica maggiori capacità relative all’impiego della motricità fine, viene allenato in classe prima con esercizi di pregrafismo e ago e filo e solitamente introdotto in classe seconda in concomitanza con il ripasso ortografico.

 

IMPARARE A FAR DI CONTO

 

Percepiamo le quantità rappresentandole in mente come palline

e non servono esercizi di corrispondenza biunivoca, seriazione, classificazione

da sviluppare a scuola.

Sono facoltà che abbiamo in dotazione dalla nascita” (Camillo Bortolato)

 

Il metodo utilizzato per l’insegnamento della matematica è quello analogico-intuitivo che si propone di insegnare la matematica in modo naturale mediante metafore ed analogie.

Liberi da preoccupazioni di contorno, i bambini si concentrano sulle quantità.

Non contano le cifre.

Non contano le palline utilizzate nei singoli esercizi.

Conta lo spazio predisposto in cui mettiamo le palline.

Questa metodologia rappresenta la scelta di una didattica essenziale ma efficace e soprattutto, intuitiva e naturale.

Lo strumento fondamentale utilizzato è la “Linea del 20” che sviluppa il calcolo mentale simulando il funzionamento delle mani, un vero e proprio computer analogico fornito dalla nostra natura.

 

Perché l’analogia e non la logica è lo strumento per conoscere le cose nuove…

(Camillo Bortolato)


CORREZIONE (autocorrezione)

“La cosa più preziosa che puoi fare è un errore:

non imparerai mai nulla dall’essere perfetto.” (Elon Musk)

 

Il processo di apprendimento si compie e si completa anche attraverso la scoperta dell’errore: è grazie ad esso che arriviamo alla conoscenza. Per mezzo dell’identificazione degli errori e della loro causa, infatti, l’allievo apprende strategie fondamentali di analisi critica.

Sin dalla classe 1^ i bambini vengono accompagnati in un percorso progressivo di autovalutazione ed autocorrezione con l’obiettivo di renderli maggiormente consapevoli del proprio percorso ed autonomi.

Sapere di poter sbagliare aiuta il bambino a non temere il giudizio perché consapevole del fatto che attraverso di esso la conoscenza aumenta.

 

VALUTAZIONE (formativa e pallini)

La scuola San Giuseppe promuove un’idea ed una pratica di valutazione formativa. Verificare significa mettere alla prova abilità, conoscenze e modalità di lavoro ma anche gestire emozioni ed eventuali frustrazioni legate all’insuccesso.

Si condivide l’idea di fondo che la valutazione debba essere al servizio dell’apprendimento e della crescita personale del bambino, ma anche del docente stesso. Per questo si attua una valutazione che non è orientata al giudizio, “all’etichettamento”, ma alla scoperta e alla conoscenza delle proprie capacità, delle proprie potenzialità e dei propri limiti. Si attua cioè una valutazione orientata al compito (a ciò che sono riuscito a fare a ciò che di nuovo ho imparato) e non al voto che viene conquistato. Nel momento della valutazione il bambino viene guidato nell’accettazione della propria imperfezione e nella tolleranza della frustrazione legata ad un eventuale insuccesso. Non da ultimo la valutazione serve al docente per monitorare la qualità della propria proposta didattica.

Per questo ogni valutazione numerica è associata da un commento che esplicita eventuali difficoltà o lacune o che indica le modalità con le quali la prova è stata gestita. La restituzione viene anche sempre accompagnata da una spiegazione diretta al bambino così da accompagnarlo nella comprensione e sostenerlo a livello emotivo e motivazionale.

In classe prima non si utilizzano i numeri, ma degli espedienti grafici che danno concretezza al livello di competenza raggiunto; quando si introducono i numeri li si accompagna sempre ad un commento che illustra all’alunno i punti di forza e debolezza del lavoro svolto. Obiettivo della valutazione è rendere consapevole l’alunno delle proprie capacità e competenze, non è mai un giudizio personale.

 

Nella Scuola Primaria la valutazione periodica e finale, sulla base della normativa vigente, certifica le competenze acquisite tramite le singole discipline e le unità di lavoro elaborate durante il percorso scolastico.

 

I bambini vengono guidati alla corretta lettura della valutazione

Per i bambini con disabilità viene predisposto un Piano Educativo Individuale (PEI), mentre per i bambini con disturbi specifici di apprendimento o con difficoltà particolari legate al disagio scolastico e al comportamento, vengono predisposti dei Piani Didattici Personalizzati (PDP). Questi percorsi delineano obiettivi particolari o eventuali strumenti che gli insegnanti intendono perseguire ed utilizzare, con l’approvazione dei genitori e sentito il parere di specialisti che hanno in carico il bambino; la valutazione terrà conto dei percorsi pianificati.

 

COMPITI

I compiti:

·      non sono lo specchio dell’andamento didattico del bambino ma solo un eventuale esercizio di “meccanizzazione” rispetto ad abilità o concetti da consolidare;

·      non devono nemmeno costituire un riempitivo del tempo libero di famiglia o un anti-noia;

·      non devono nemmeno essere intesi come integrativi rispetto alla programmazione di classe;

·      sono un giusto e buon allenamento della forza di volontà;

·      danno al bambino la possibilità di esercitare concretamente la propria capacità organizzativa e lo rendono protagonista responsabile del proprio lavoro.

Per ogni classe è stata pensata una metodologia “su misura” per lassegnazione del compito, in linea con letà ed i bisogni di crescita del bambino stesso.

Tale proposta, che prevede una crescente richiesta di impegno a casa da un anno con l’altro, va di pari passo con il percorso di crescita emotiva, fisica e di maturità che l’alunno compie nel quinquennio; è inoltre finalizzata ad una maggiore responsabilizzazione ed organizzazione del bambino, in previsione dell’ingresso alle scuole medie.

La scuola San Giuseppe desidera non adultizzare il bambino prima del tempo ma rispettarne le necessità.

Qualora il bambino segnali difficoltà o insicurezze, saranno assegnati compiti personalizzati di rinforzo o recupero, concordati con le famiglie.

 

CONVERSATION - CLIL


 

DISCIPLINE DI STUDIO

A partire dalla classe 3^ si propone un laboratorio basato sull’apprendimento di un metodo di studio personale
In modo graduale, i bambini vengono accompagnati a comprendere le condizioni per uno studio efficace, come organizzare il lavoro rispetto ai propri impegni personali extrascolastici, la metodologia corretta di approccio al testo per una lettura che sia idonea e come porsi per un ascolto corretto in classe (sia durante le lezioni che durante le interrogazioni). Ai bambini vengono inoltre presentate tutte le tipologie testuali di schematizzazione e riassunto. Successivamente ogni alunno viene aiutato nel comprendere la metodologia più adatta alle proprie esigenze, capacità e predisposizioni.L’obiettivo è quello di rendere i bambini autonomi nello studio (in modo progressivo, dalla classe 3^ alla 5^) e consapevoli rispetto alle proprie capacità così da interiorizzare, fin dalla scuola primaria, un metodo efficace sia rispetto alla corretta acquisizione dei contenuti delle discipline, sia rispetto alla corretta organizzazione e gestione delle richieste di studio, anche in un’ottica di continuità con la scuola secondaria di primo grado.
 
Esci Home